Soldi

Come Acquistare Oro Fisico

Da alcune stime si evince che, su un totale di circa 150000 tonnellate di oro nel mondo, i privati investitori ne possiedono circa il 20%.

Gli europei detengono circa 10000 tonnellate di oro, di cui 4.000 la Francia e 2.500 la Svizzera, mentre in Italia, fanalino di coda in Europa, l’oro detenuto dai privati ammonterebbe a poche centinaia di tonnellate.

Risulta essere evidente che acquistare oro fisico è per l’investitore italiano un elemento poco rilevante per il suo portafoglio.

Acquistare Oro online presso Istituti autorizzati
Oggi è facile acquistare lingotti e monete d’oro e d’argento facilmente online, basta scegliere operatori europei autorizzati come GoldBroker. La convenienza è maggiore perché i prezzi sono più vantaggiosi e i costi di gestione inferiori.

L’acquisto può avvenire in euro oppure in dollari attraverso una custodia sicura perché la maggior parte delle società di avvalgono di banche e caveau situati in Svizzera o Singapore.

Acquistare oro presso Banche
E’ possibile investire in lingotti, monete e placchette. Oggi in Italia ci sono diversi Istituti di credito dove è possibile acquistare oro fisico. Storicamente sono due le banche impegnate attivamente nell’offerta: Banca Etruria e Banca Popolare di Vicenza. E’ possibile rivolgersi anche ad altri operatori, sempre che siano autorizzati ed in regola in base alla legge 7/2000.

Negozi Compro Oro.
Nel mercato dell’oro al dettaglio sono intervenuti operatori che hanno ottenuto un grande successo, complice anche la crisi economica: sono i “Compro Oro”, che devono essere registrati e autorizzati dalla Banca d’Italia. Oggi se ne contano circa 28 mila (ma sono poco meno di 400 registrati presso Bankitalia), ai quali si affiancano altri operatori (anche online) stimati in numero di circa 20mila. I piccoli e piccolissimi operatori sono spesso soggetti a controlli della Guardia di Finanza, anche per garantire la tutela degli interessi degli investitori.

Distributori automatici.
Infine, chi vuole acquistare oro fisico può farlo addirittura attraverso distributori automatici di lingottini e di monete. Questi distributori, chiamati “Gold to go”, distribuiscono piccoli lingotti da 24 carati e monete d’oro anche da collezione.

Il primo distributore al mondo è stato installato a maggio 2010 presso l’Emirates Palace Hotel di Abu Dhabi. Il 23 settembre dello stesso anno un altro distributore è stato installato a Madrid presso l’Hotel Westin Palace in concomitanza con il primo distributore in Italia (e al mondo) in un aeroporto, quello di Orio al Serio di Bergamo. Nel nostro Paese esiste un distributore anche nell’aeroporto di Linate a Milano. Nei due distributori italiani i pagamenti vengono effettuati solo con carta di credito.

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Come Risparmiare il Carburante

l costo del greggio continua a salire e non riesci più a gestire il consumo di carburante della vettura? Stai pensando di acquistare un’auto nuova a basso consumo per risparmiare sulla benzina ? Hai mai pensato che i consumi eccessivi della tua vecchia auto possono dipendere solo da alcune cattive abitudini consolidate negli anni? Scopri come contenere i consumi della tua vecchia macchina!

L’uso dell’auto è irrinunciabile per molti, per cui se non è possibile sfruttare le nuove soluzioni del car sharing (disponibile comunque quasi esclusivamente nelle grandi città) o del car pooling, e il sistema dei mezzi pubblici non è soddisfacente, non resta che utilizzare la propria auto in modo intelligente, eco-sostenibile, e senza dissanguare il proprio portafogli soprattutto a causa del caro-benzina.

I fattori che fanno consumare più carburante
Non basta infatti rifornire il proprio serbatoio dove costa meno, bisogna anche evitare di commettere alcune leggerezze che possono aumentare il consumo, e che sono legate a semplici questioni di fisica:
il peso: maggiore è il peso che deve essere trasportato, maggiore è il consumo di carburante, quindi non bisogna caricare l’auto oltre il necessario, ricordandosi di scaricarla ogni volta del ‘superfluo’, ed evitando, a meno di particolari necessità, il pieno di carburante (che a sua volta aumenta il peso dell’auto);
l’attrito: per questo fattore contribuiscono sia lo stato dei pneumatici che l’uso di portapacchi e l’apertura dei finestrini. Per quanto riguarda i pneumatici bisognerebbe mantenerli sempre con la giusta pressione, perché se sono sgonfi tendono a produrre più attrito; stesso discorso per il portapacchi che va usato solo quando serve e per i finestrini che non andrebbero aperti a grandi velocità;
la temperatura: anche da questo punto di vista ci sono due aspetti da valutare che sono logicamente legati al caldo ed al freddo. L’uso del climatizzatore aumenta il consumo di carburante e va quindi acceso quando serve scegliendo temperature accettabili e non troppo basse (maggiore è l’escursione termica da mantenere rispetto all’esterno e maggiore sarà l’energia quindi il consumo di carburante impiegato). Di contro il surriscaldamento del motore aumenta il consumo di carburante per cui bisogna mettere da parte le abitudini di guida che portano ad una situazione di questo tipo, spegnendo la macchia durante le lunghe soste.
Manutenzione e abitudini di guida
Un motore in buono stato, con olio non troppo usato e filtri nuovi, garantisce un funzionamento efficiente del motore che a sua volta riduce il consumo di carburante (un aspetto che vale ancora di più per i motori che funzionano con il diesel che essendo meno raffinato tende a sporcare e ingrassare di più e più velocemente).

Bisogna comunque imparare ad avere una guida morbida, evitando di portare il motore ai massimi giri, dalla partenza in poi, dato che maggiori sono i giri e maggiore è il consumo. Quindi le marce vanno cambiate non appena lo sforzo del motore lo richiede, e comunque bisogna avere una guida con andatura costante. Nel traffico cittadino è impossibile ma nel caso di viaggio in autostrada bisogna perciò scegliere un’andatura e mantenerla per tutto il tempo possibile.

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Come Risparmiare Energia Elettrica

Le possibilità di risparmiare il costo dell’energia elettrica sia in casa che in ufficio, oppure in azienda, è possibile grazie a una serie di consigli utili da mettere in pratica, che solo in parte dipendono dal tipo di servizio scelto (tariffa monoraria o bioraria) e dal suo gestore ed ancora dal consumo energetico associato alle apparecchiature ed elettrodomestici impiegati (la cosiddetta classe energetica), in quanto un peso notevole è legato alle abitudini ed all’uso che se ne fa.

Il primo passo per risparmiare su una bolletta della fornitura elettrica è comunque quello della scelta del tipo di tariffa più adatta alle proprie abitudini. Non si può affermare che la tariffa bioraria sia migliore di quella monoraria o viceversa, ma ad esempio se si tratta di una fornitura elettrica domestica, e per questioni lavorative la casa si popola solo nel tardo pomeriggio, per poi svuotarsi al mattino presto, molto probabilmente sono le tariffe biorarie quelle che permettono di risparmiare di più.

Una volta comprese le proprie abitudini, utili risultano essere i comparatori online, che permettono di riassumere le offerte più adatte ai requisiti necessari per la propria utenza, mettendo in evidenza quelli più economici.

Consigli per risparmiare sulla bolletta di casa
Alcune soluzioni sono facili ed intuibili, come la sostituzione delle normali lampadine con quelle a Led, l’eliminazione dell’uso di piccoli elettrodomestici non essenziali (come il bollitore elettrico dell’acqua, il cuoci uova elettrico, ecc), e la sostituzione degli elettrodomestici con quelli ad alta efficienza energetica, facilmente individuabili grazie alla classe energetica associata (da A+ a salire).

La parte più complicata è quella legata alle proprie abitudini, che in molto casi vanno cambiate, ad esempio spegnendo sempre la luce negli ambienti non vissuti in quel momento, aprire il frigorifero solo quando serve, usare lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico (il mezzo carico porta ad un risparmio stimato solo del 20% rispetto al carico pieno), spegnere tutti i sistemi che sono in stand by prima di uscire o di andare a dormire.

Consigli per risparmiare in azienda ed in ufficio sulla bolletta elettrica
Indipendentemente dal tipo di attività svolto in azienda, esclusi i macchinari usati per la produzione, bisogna limitare gli sprechi legati alle illuminazioni di ambienti accessori (la sala per la pausa, i bagni, ecc) per i quali possono essere utili i sensori di presenza che permettono alle luci di accendersi o spegnersi in base all’effettiva presenza dei dipendenti.

Nella scelta dell’illuminazione preferire pochi punti luce a zone con tante luci di minor wattaggio. Negli uffici valgono le stesse regole, ma in più è utile sfruttare il risparmio energetico dei monitor dei pc.

Massima attenzione alle promozioni sulle tariffe elettriche
Il libero mercato, ‘accendendo’ la concorrenza, ha aperto tantissime possibilità per avviarsi sulla strada del risparmio vero.

Tuttavia bisogna fare attenzione alle proposte in promozione, perché spesso ci sono limitazioni che possono sfuggire al momento dell’adesione, come il caso di un kilowattaggio massimo per accedere offerte o ai mezzi di pagamento che permettono di usufruirne le tariffe eventualmente agevolate.

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Come Risparmiare Ogni Giorno

Il risparmio costituisce l’unico vero modo di guadagnare soldi in modo veramente sicuro. Per centrare l’obiettivo di risparmio bisogna agire su diversi ambiti, creandosi una vera e propria spending review che sappia sintetizzare le reali esigenze personali o familiari, con quelli che sono i costi sostenuti in relazione alla qualità dei servizi proposti. La prima cosa da fare è procedere con una vera e propria “organizzazione del risparmio”, procedendo per fasi.

Fase uno: gli ambiti sui quali agire
Ci sono alcune spese sulle quali viene naturale concentrare la propria attenzione per risparmiare, come ad esempio le assicurazioni rc auto, il conto corrente, ecc. Tuttavia ci sono anche altre voci di costo che, nonostante vengano date per scontate, in realtà, incidono notevolmente, dato che comportano dei costi che vanno sostenuti mensilmente.

Si tratta delle utenze (come luce, gas o telefono), oltre che una delle voci di spesa che hanno subito i maggiori rincari negli ultimi anni e cioè la bolletta dell’acqua. In questi ambiti, anche se l’importo non sembra molto elevato, molto spesso si ha la possibilità di ridurre i costi da un minimo del 20% fino anche ad un buon 50%

Fase due: individuare gli sprechi e razionalizzare gli usi
L’uso che va fatto delle utenze deve riuscire ad armonizzare le reali necessità con dei costi sostenibili. Spesso, se si pone un minimo di attenzione al tipo di impiego ci si rende conto che una parte, più o meno nutrita di utilizzo, va incontro a degli sprechi. Una volta compreso questo, basta razionalizzare l’uso, e nel giro di pochissimo tempo si incarnerà un nuovo stile di impiego, del quale trarrà giovamento il proprio portafogli.

Fase tre: sfruttare in modo intelligente le vere promozioni, evitando le “false promesse”
La concorrenza, ed in parte le liberalizzazioni, hanno da subito favorito il lancio di ‘promozioni’, anche se queste, non sempre, rappresentano un buon affare. Basta però mette in pratica qualche piccolo consiglio, e fare attenzione ad alcuni dettagli, per riuscire a crearsi un tipo di offerta quasi su misura, individuando i punti di forza e di debolezza delle varie proposte, sfuggendo nel contempo a quelle clausole che possono invece portare alla peggiore scelta.

Fase quattro: imparare ad utilizzare i comparatori online
Se si impara ad utilizzare al meglio i comparatori (siti online che permettono di trovare velocemente le migliori offerte presenti in un determinato periodo), diventa più facile mantenersi costantemente aggiornati sulle migliori proposte che offre il mercato, potendo così usufruire della massima libertà possibile nella gestione dei costi e nell’uso stesso dei servizi acquistati.

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Come Investire in Conti Deposito in Oro

I conti deposito in oro si sono diffusi sotto varie forme, sfruttando il grande appeal offerto dall’oro, che da sempre viene considerato il “bene rifugio” per eccellenza.

Va subito però premesso che, al di là del nome con cui viene indicato, questo genere di investimento non ha praticamente nulla a che fare con la forma classica di “parcheggio” di risparmio (e relativi interessi creditori noti fin dal principio) tipica dei conti deposito.

Il deposito a cui ci si riferisce è infatti quello della custodia dell’oro sotto forma fisica nel vero senso del termine.

Principali differenze tra conto deposito in oro e conti deposito normali
I conti deposito sono molto apprezzati perché hanno un bassissimo livello di rischio, dato che i capitali versati non subiscono delle oscillazioni, ed anche il tasso di interesse è fisso.

I costi sono ad oggi tra i più bassi rispetto alle varie forme di gestione del risparmio (con le banche che ormai offrono quasi sempre conti privi di costi e commissioni), ed usufruiscono della tutela di rimborso fino a 100 mila euro previsto dal FIDT.

I conti deposito in oro invece prevedono l’acquisto di lingotti di oro, che vengono venduti direttamente dalla banca che poi si occupa anche della custodia, oppure acquistati da intermediari che poi si occupano della loro conservazione.

In ogni caso i rendimenti sono legati alle plusvalenze o minusvalenze generate dalle variazioni di quotazione dell’oro sulle piazze principali (generalmente come riferimento si prende il prezzo di Londra).

Risulta essere evidente che il rischio è molto elevato, poiché il capitale investito può deprezzarsi in funzione delle fluttuazioni dell’oro stesso. In più ci sono costi da sostenere, non sempre chiari fin da subito, che vanno dalle commissioni legate all’acquisto e alla vendita dell’oro ai diritti e le commissioni per la custodia.

I vantaggi e gli svantaggi
Ci sono sia banche italiane che società straniere che offrono questo genere di servizio. Con le prime non ci si deve fare carico anche del rischio di cambio (per gli acquisti che generalmente vengono fatti in sterline) ma vi sono logiche difficoltà legate a rapporti esclusivamente on line e con sedi in Paesi stranieri.

In più ci sono le questioni legate alla tassazione, in quanto si rientra nel regime amministrato tipico delle banche, ma bisogna inserire in dichiarazione dei redditi gli eventuali proventi. Una delle difficoltà maggiori risiede però nella difficoltà di poter quantificare fin dal principio l’entità del ritorno economico (che non è certo) e dei costi applicati, considerato che le commissioni sono generalmente calcolate in percentuale, con l’applicazione di importi minimi fissi.

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