Come si Registra il Contratto di Locazione

Se hai un immobile, e stipuli un contratto di locazione, l’Agenzia delle Entrate ti chiede di registrarlo presso i propri uffici locali, o per via telematica, in un tempo definito, che però non deve superare i 30 giorni dalla data della stipula del contratto stesso. Un esempio di tale contratto, può essere quello riguardante la locazione per studenti universitari.
Vediamo come fare.

Il primo passo da fare è quello di procurarti i moduli 69 e F23. Puoi farlo utilizzando Internet e, collegandoti al sito dell’Agenzia delle Entrate, alla voce modulistica e, scaricandoli in versione cartacea o, in alternativa, rivolgendoti ad uno degli sportelli locali dell’Agenzia stessa. Con il modello F23, dovrai poi recarti presso la tua Banca o, ad un Ufficio Postale e, procedere al versamento di un importo pari al 2% del canone annuo di affitto. Il codice tributo per il primo anno è 115T e, per l’intero periodo è 107T.

Ora, compila il modulo 69 e, portando con te due copie del Contratto di Locazione con firma originale e, la quietanza di pagamento dell’imposta versata, non dimenticando di apporre una marca da 10,33 euro ogni 4 facciate scritte del contratto, recati all’Ufficio Locale dell’Agenzia delle Entrate. Questo Ufficio, non deve per forza essere quello competente, per territorio, rispetto al tuo domicilio fiscale.

Recati quindi allo sportello e, presenta per intero la documentazione. Ti verrà rilasciata una ricevuta della Avvenuta Presentazione e, ti sarà comunicata da subito, la data in cui ti sarà consegnata una copia dell’atto, regolarmente registrato. Puoi anche scegliere, di registrare il tuo Contratto di Locazione per via Telematica e, in questo caso, il pagamento delle Imposte è contestuale alla Registrazione del Contratto stesso.

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Come Valutare Investimenti in Oro

Un investimento in monete d’oro richiede la conoscenza di vari punti chiave, per valutarne la redditività e capire se, come e quanto capitale riservare a questo ramo degli investimenti in oro fisico.

Assieme all’acquisto di lingotti d’oro, la tipologia di investimento in monete è certamente la più diffusa in assoluto nel mercato dell’oro fisico. Per questo motivo, andiamo ora a capire come valutare questa particolare azione, scoprendo quanto può rendere rispetto alle altre forme di oro e i suoi lati positivi e negativi.

Quando effettuare un investimento in monete d’oro?
La domanda se la pongono molte persone ogni giorno, soprattutto chi per la prima volta decide di riservare una parte dei suoi risparmi all’oro fisico.

Investire in monete d’oro può fare al caso vostro in determinati casi, risultando la forma opportuna al cospetto di lingotti, azioni e altri titoli cartacei quando non avete grosse somme da investire.

Caratteristica fondamentale dell’investimento in monete d’oro è infatti la dimensione ridotta del bene che andiamo ad acquistare. Rispetto ai lingotti che possono arrivare a pesare diversi chilogrammi, infatti, le monete favoriscono varie tecniche di investimento in quanto più facilmente frazionabili, contraddistinte da un peso nettamente inferiore che può andare incontro a chi vuole investire meno denaro rispetto al costo di un lingotto.

Se acquistiamo un lingotto d’oro, durante il periodo di investimento abbiamo due scelte: tenerlo o venderlo. Come alternativa, un investimento in monete d’oro di peso analogo a quello del lingotto ci offre la possibilità, dopo un certo periodo, di venderne anche soltanto una parte in base all’andamento del mercato, tenendo per noi le restanti monete e proseguire così l’investimento.

Rispetto alle forme cartacee di investimento in oro, vale a dire i fondi comuni di investimento ETF, le monete (così come i lingotti) hanno il vantaggio di offrire ai possessori un maggior grado di sicurezza e volatilità, dal momento che avendo a disposizione oro fisico non dobbiamo passare tramite intermediari per averne accesso, nel caso in cui dovessimo avere scopi di vendita. Per molti, inoltre, il fascino dell’oro è irrinunciabile anche se parliamo di investimento.

Il segreto dell’investimento in monete d’oro
Oltre a quanto appena visto, un investimento in monete può portare un beneficio a cui probabilmente non avevate pensato, ma che in realtà si è già verificato in passato.

Viste le proprietà che contraddistinguono questa forma di oro fisico, in periodi di rialzo a lungo termine nel mercato dell’oro si presenta, così come per le altre forme, un aumento della domanda.

Mentre i lingotti rimangono facilmente reperibili, in caso di maggiore domanda l’offerta di monete d’oro potrebbe non accontentare tutti. Di conseguenza, può capitare che il prezzo delle monete d’oro diventi perfino superiore rispetto al contenuto effettivo dell’oro nella moneta. Esempio pratico accadde nel 1980 con le Marengo, che arrivarono ad un valore doppio rispetto al loro valore in oro.

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Lavoro Temporaneo in Australia

Lavorare in Australia costituisce un’opportunità non solo per migliorare la conoscenza della lingua inglese, ma anche per entrare in contatto con uno stile di vita diverso dal nostro.
Di seguito forniamo alcune indicazioni utili alla ricerca di un lavoro temporaneo in Australia.

Come muoversi per una ricerca efficace? Esistono varie possibilità.
Cercare gli annunci di lavoro attraverso i portali e le banche dati on-line. Di solito gli annunci non sono in lingua italiana e si consiglia di evitare i siti che richiedono una tassa di iscrizione.

Rivolgersi alle agenzie di collocamento private o alle agenzie per il lavoro interinale, che offrono lavori in vari settori. Una raccolta dei recapiti delle agenzie interinali statunitensi, canadesi, australiane e britanniche è consultabile sul sito Head Hunter Directory.

Consultare le offerte di lavoro su quotidiani e periodici. Molti quotidiani sono disponibili on-line e dedicano una sezione apposita alle offerte di lavoro. Spesso è presente anche una sezione di annunci dedicata alla ricerca di appartamenti in affitto.

Informarsi presso il Job Network, una rete nazionale di agenzie e organizzazioni australiane, private e pubbliche, che forniscono servizi di collocamento. Alcune tra queste si rivolgono a un’utenza specifica: giovani, disabili, non madrelingua inglese. Il network mette a disposizione una banca dati di offerte di lavoro, gratuita e aggiornata quotidianamente.

Fare riferimento al Centrelink, servizio statale che si occupa di fornire assistenza a tutti coloro che sono alla ricerca di un impiego o che hanno cessato l’attività lavorativa. Il servizio, fornito anche in lingua italiana, consente anche di iscriversi alla rete Job Network.

Visitare il sito del DEEWR – Department of Education, Employment and Workplace Relations, sul quale è presente una sezione dedicata alle informazioni e agli strumenti per chi cerca lavoro.

Anche in Australia esiste l’opportunità di svolgere tirocini di lavoro, remunerati e non, o di rivolgersi alle scuole, agenzie o enti privati che si occupano dei soggiorni lavorativi o Work and Study. Per informazioni su questo tipo di esperienze consulta le schede orientative Stage di formazione e lavoro all’estero e Agenzie italiane che organizzano tirocini, soggiorni lavorativi e Work and Study.
Si ricorda la possibilità di trovare un lavoro alla pari, cioè un lavoro temporaneo che prevede lo svolgimento di piccoli lavori domestici, presso una famiglia ospitante, in cambio di vitto, alloggio e di un contributo minimo.

Requisiti generali
Per entrare in Australia come lavoratori è necessario il visto di ingresso.
Le persone di età compresa fra 18 e 30 anni possono cercare di ottenere il Working Holiday Visa, subclass 417 (WHV). Con questo visto è possibile soggiornare nel Paese per un anno, svolgendo lavori temporanei e frequentando corsi di formazione o di lingua. Il visto è rinnovabile per ulteriori dodici mesi.
E’ prevista una quota annuale di visti, che vengono rilasciati fino a esaurimento. E’ necessario entrare in Australia entro un anno dalla data del rilascio. Durante il periodo di validità è consentito entrare e uscire liberamente dal Paese.
Il visto prevede che non si mantenga lo stesso posto di lavoro per più di sei mesi e che non si frequentino corsi di lingua per più di quattro mesi.
Il costo è di 280 AUD (Australian Dollar), pari a circa 226 euro.
Per quanto riguarda gli altri visti di residenza temporanea precisiamo che sono molto difficili da ottenere, in quanto vengono richiesti particolari profili professionali per i quali scarseggia il personale locale.
Inoltre vengono concessi solo nel caso in cui un datore di lavoro australiano faccia da sponsor e dichiari l’intenzione di volervi assumere prima del vostro ingresso in Australia.
I cittadini stranieri senza sponsorizzazione, ma con particolari specializzazioni professionali richieste dal mercato del lavoro australiano, possono richiedere i visti Skilled Migrant.

A partire dal luglio 2012 è in funzione un meccanismo di selezione chiamato Skillselect che consiste in un servizio online attraverso il quale tutti coloro che sono interessati a ottenere un visto Skilled devono presentare una Expression of Interest (EOI). La EOI non è una domanda di visto ma una segnalazione del proprio interesse a trasferirsi in Australia come Skilled Migrant. Dovrete fornire una serie di informazioni sulle vostre competenze e documentare una conoscenza sufficiente della lingua inglese e la vostra esperienza professionale, che verranno valutate per mezzo di un sistema a punti. Sarà lo stesso Dipartimento per l’Immigrazione a selezionare i migliori e nel caso li inviterà a presentare domanda per il visto

I requisiti di base richiesti sono
età compresa fra 18 e 50 anni
approfondite conoscenze o esperienze in determinati settori
ottima conoscenza della lingua inglese.
Con questo visto è possibile risiedere in modo permanente in Australia e fare richiesta per la cittadinanza. Inoltre si ha diritto all’assistenza sanitaria.

Il Dipartimento per l’Immigrazione partecipa a diversi eventi anche in città europee, in cui i datori di lavoro australiani svolgono colloqui per assumere personale.
Per ulteriori informazioni e notizie sempre aggiornate sui visti di ingresso nel Paese consultare il sito del Department of Immigration and Citizenship, Dipartimento dell’Immigrazione australiano, alla sezione Immigration.

Prima di iniziare a lavorare è importante aprire un conto in banca e ottenere un Tax File Number (numero per la registrazione fiscale) dall’Australian Taxation Office.
Infine si raccomanda di evitare i lavori in nero. Le pene per chi li offre e per chi li accetta arrivano anche alla reclusione in carcere.

Come candidarsi
Generalmente ci si candida inviando il proprio CV con la lettera di presentazione, sia che si risponda a un’offerta di lavoro specifica, sia in caso di candidatura spontanea. La lettera permette al selezionatore di avere una prima impressione del candidato. A meno che non sia indicato diversamente, sia la lettera sia il CV devono essere in lingua inglese e scritti al computer, con un chiaro riferimento all’eventuale offerta per la quale ci si sta candidando.
In alcuni settori lavorativi, come la grande distribuzione, i parchi divertimento, le aziende multinazionali e i franchising, le candidature per un posto di lavoro si presentano, solitamente, attraverso la compilazione di application form. Si tratta di moduli compilabili on-line, che consentono al candidato di inserire i dati anagrafici, le esperienze lavorative e gli interessi personali, allegando eventualmente il CV.
Risulta essere necessario scrivere una lettera di candidatura in cui, oltre alle esperienze personali e alle qualifiche, bisogna spiegare quali sono i motivi per cui si vuole lavorare in Australia, quali esperienze professionali si sono accumulate, per quali motivi vi candidate per quel posto e quale valore aggiunto potete fornire all’impresa. Se non esplicitamente richiesto non è il caso di allegare fotografie. Le referenze sono considerate importanti dai datori di lavoro. Si possono elencare le persone che possono parlare a vostro favore oppure indicare la disponibilità a segnalarne i nomi, se necessario.

Lavoro nel settore alberghiero e della ristorazione
Per trovare lavoro nel settore alberghiero e della ristorazione è necessario essere maggiorenni ed è preferibile avere una discreta conoscenza della lingua. Sono richieste figure professionali di tutti i tipi: camerieri, cuochi, receptionist, personale delle pulizie. Può essere esplicitamente richiesta un’esperienza nel settore, soprattutto per i lavori più specializzati.

Un’altra opportunità di lavoro è presso gli ostelli della gioventù, con mansioni di vario tipo: custodi, receptionist, addetti alle pulizie o alla cucina. Il compenso può essere limitato a vitto e alloggio.

Lavoro nel settore agricolo
L’insieme delle attività di raccolta e imballaggio di frutta, verdura e fiori e di potatura rientrano nelle mansioni del lavoro stagionale, per il quale è possibile richiedere il Working Holiday Visa. Il visto viene rinnovato più facilmente a chi lavora, per almeno tre mesi, nel settore agricolo o negli allevamenti.

Lavoro nel settore tecnico
In Australia c’è molta richiesta di ingegneri nei settori minerario, civile, chimico e petrolifero.
Per accedere alla professione occorre avere il riconoscimento dell’Ordine professionale australiano o del competente collegio professionale.

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Come Individuare un Assegno Falso

Un assegno, per essere completo, occorre che abbia indicato l’importo in numero, seguito da quello in lettere, più /00, il beneficiario per l’incasso e la firma del titolare del conto corrente, relativo al blocchetto di assegni da cui viene staccato. L’assegno necessita poi di essere “non trasferibile”. Tuttavia, il vero e proprio primo problema reale è relativo alla sua copertura. In tal senso, può verificarsi nel caso di emissione di un assegno non tanto falso in sé e per sé, ma legato ad un conto corrente ormai estinto.

Dalla mia esperienza personale, ho visto che ciò non capita quasi mai con le banche (che chiedono indietro i blocchetti degli assegni quando chiudi il conto corrente), ma talvolta invece con Posteitaliane, in cui ho avuto modo di notare degli assegni non validi, in quando relativi a conti correnti chiusi e spesso anche da parecchio tempo. Questo è un primo elemento a cui prestare attenzione.

Poi, ci sono i casi sospetti in cui il soggetto che ti paga l’assegno pretende un nostro versamento anticipato, che poi provvederà a restituirci nell’assegno che ci verrà fatto da lui in un periodo successivo. Qui scatta il primo campanello d’allarme di una possibile truffa, legata ad un assegno che può essere falso. Non è detto che sia falso in quanto non semplicemente coperto da un adeguato deposito sul conto corrente bancario. Infatti potrebbe essere falso semplicemente per il fatto che la persona che lo emette non è autorizzata a farlo, o perché l’azienda che lo stacca è fallita e via dicendo.

Nel caso più frequente di incasso mediante controllo sulla copertura dell’assegno, non solo i tempi si allungano molto (un anno e anche più), ma c’è anche il concreto rischio che la banca pagante il relativo controvalore, ne reclami indietro i soldi, nel caso che non solo un assegno risulti falso, ma quanto meno dubbio e per certi versi anomalo. Per riconoscere se un assegno è falso occorre innanzi tutto chiedere conferma alla banca emittente.

Naturalmente, è meglio farlo prima ancora di accettarlo, anche ti mette in difficoltà per il semplice fatto di diffidare di chi hai davanti. Tuttavia, di questi tempi, con le truffe che ci sono in giro, è quanto meno lecito. Poi, occorre quindi verificare se la persona che paga con l’assegno sia autorizzata a farlo. Quindi, bisogna controllare che l’assegno sia stato compilato in maniera corretta nei vari campi che lo contraddistinguono, seguendo quanto riportato in questa guida su Assegni.net. Infine, occorre verificare che, per quanto concerne la sua emissione, rispetti la legge che disciplina la materia. Ossia, che rientri nei limiti e nei modi da essa descritti.

Per quanto concerne assegni provenienti dagli Stati Uniti, è stato poi attivato un numero di telefono per controllare la qualità dell’assegno emesso. Si tratta dell’ 1-900-868-2995 ed ha un costo di 5 dollari. Tale servizio permette verificare un conto corrente bancario e la veridicità dell’assegno ed ogni chiamata è valida per la verifica di due controlli sui relativi assegni. Insomma, bisogna stare attenti, perché si rischia di non vedere il becco di un quattrino e di incorrere in delle noie burocratiche e legali, che fanno perdere anche tempo, oltre che denaro.

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Come Investire in Lingotti d’Oro

L’acquisto di lingotti d’oro è uno dei diversi modi attraverso i quali investire nel metallo prezioso. Sebbene si tratti di un’opportunità in buona parte sostituita da modalità che prevedono la dematerializzazione del bene oggetto di investimento, l’acquisto di lingotti è oggi una pratica ancora diffusa sul mercato italiano. Cerchiamo quindi di comprendere come acquistare lingotti d’oro, ed effettuare un investimento consapevole in questo importante bene rifugio.

Cosa sono i lingotti d’oro
Il primo punto da chiarire è cosa siano i lingotti d’oro. Sebbene oggetto di futuro approfondimento per quanto attiene le caratteristiche tecniche, possiamo certamente ricordare, fin d’ora, come i lingotti d’oro non siano altro che il risultato di una tecnica che prevede che l’oro fusso venga fatto colare in appositi stampi. Successivamente alla pressione sullo stampo, e alla conseguente incisione, si ottengono dei lingotti contraddistinti in maniera univoca da un numero di serie, dall’indicazione del peso e della taglia, e dal nome del produttore. Generalmente la vendita del lingotto è accompagnata da un certificato che ne attesta l’autenticità.

Scegliere l’entità dell’investimento
Una volta compreso cosa sia il lingotto, occorre entrare nel vivo della propria strategia finanziaria, e scegliere quanto investire in questo metallo prezioso. Il nostro consiglio, in un’ottica di congrua differenziazione, è quello di non impiegare più del 10-15% del proprio denaro su un unico asset o su un’unica tipologia di impiego. Ne deriva che, se i vostri risparmi ammontano a 20.000 euro e desiderate investirne la metà (mantenendo quindi 10.000 euro per spese personali), non investite in oro più di 1.000 – 1.500 euro.

Dove mettere i lingotti
Prima di acquistare i lingotti è bene cercare di capire dove andare a riporli. Considerando totalmente incongrua la scelta di tenerli con sè in casa (una opzione che, in evidenza, è estremamente rischiosa), val quindi la pena comprendere quale sia la struttura nella quale depositare i lingotti. La risposta è generalmente riconducibile al ruolo delle banche, che in molti casi (soprattutto nelle filiali di maggiori dimensioni), hanno dei caveux appositi per questo genere di operazioni. In alternativa, è possibile accertarsi della possibilità di poter utilizzare una comune cassetta di sicurezza per il deposito del lingotto. In ogni caso, ottenete le giuste informazioni sulle assicurazioni per le varie tipologie di peso e di deposito. Se invece volete depositare i lingotti in casa propria, cercate di farlo all’interno di una cassetta di sicurezza riposta in luogo sicuro, con caratteristiche antincendio.

Quale lingotto acquistare
Una volta fatto ciò, occorrerà scegliere quale lingotto acquistare. La tipologia più acquistata è il lingotto da 1 kg o 32,15 once: si tratta tuttavia di una tipologia piuttosto costosa e, seppur dalle caratteristiche indubbie di maneggevolezza, altresì una tipologia che potrebbe essere al di fuori della portata della maggior parte dei risparmiatori.

Pertanto, se desiderate un investimento più ristretto, potete dedicarvi ai lingotti da un’oncia (31,1 grammi), molto popolari tra i piccoli investitori in alternativa alle più tradizionali monete d’oro. Esistono altresì in commercio dei lingotti da 10 once (311 grammi), e lingotti di altre dimensioni e pesi.

Dove comprare i lingotti
Comprare i lingotti non è difficile: dalle banche alle società specializzate nella compravendita di oggetti in oro, passando per i venditori privati, le possibilità di poter mettere le mani su un bel lingotto d’oro non mancano di certo. Cercate piuttosto di comprendere quale sia il prezzo dell’oro oggi sul mercato, e se sia più conveniente attendere tempi più propizi o chiudere subito la transazione.

Come mezzo di pagamento, considerato il presumibile controvalore dell’operazione, potete alternare la scelta degli assegni al bonifico bancario. A questo punto, non vi rimane che depositare il lingotto e attendere che si apprezzi.

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