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Global Coordinator – Definizione e Significato

In un’operazione di raccolta di fondi realizzata attraverso un’emissione di eurobbligazioni viene definito global coordinator il principale interlocutore dell’emittente, di solito uno Stato. La figura del global coordinator, infatti, è richiesta soprattutto quando l’emissione raggiunge somme tanto ingenti da dover essere collocata su mercati continentali differenti e denominata in valute diverse: tali casi, ovviamente, ricorrono più frequentemente quando è uno Stato a richiedere fondi al mercato.

In simili circostanze, che diventano sempre più frequenti quanto più raffinate si fanno le tecniche finanziarie, non è sufficiente la sola figura del lead-manager, ossia la banca d’affari responsabile del consorzio di banche e altre istituzioni finanziarie impegnate nel collocamento di un prestito obbligazionario; sono invece necessarie più lead-manager, magari ciascuna incaricata del buon fine della singola fetta (tranche) del prestito.

Responsabile dell’operato delle lead, e in taluni casi anche responsabile del conferimento di tale incarico, è il global coordinator, che risponde direttamente all’emittente. Per potere assumere un ruolo tanto importante, il global coordinator deve essere una grande banca d’affari molto conosciuta nel mondo finanziario.

A seconda delle risorse professionali di cui quest’ultimo dispone, la funzione del global coordinator può essere più o meno ampia. Per esempio, può estendersi fino alla definizione di tutte le caratteristiche tecniche del titolo da collocare, principalmente la valuta di denominazione, il prezzo, la cedola e la natura del tasso di interesse (fisso o variabile), ma può anche essere limitata alla funzione di semplice coordinamento e armonizzazione dell’azione delle diverse lead manager nominate dallo stesso emittente.

E se il collocamento non ha successo, quali sono le conseguenze per il global coordinator? Sono patrimoniali, se il collocamento è a fermo – il caso tuttavia è raro – ossia con impegno di sottoscrivere in prima battuta tutti i titoli emessi e quindi di venderli sul mercato, oppure se è a garanzia, cioè con l’obbligazione di sottoscrivere tutti i titoli non acquistati dal mercato. E di reputazione, perché il fallimento di operazioni tanto importanti non passa certo inosservato all’interno del sempre attento mercato finanziario internazionale. Infine, nei casi peggiori, non è da escludere anche la possibilità di azioni giudiziarie da parte dell’emittente.

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Come Ricaricare il Saldo Paypal Tramite Conto Corrente

Se devi effettuare un pagamento tramite PayPal e vedi che il tuo saldo non è sufficiente, un modo semplice per risolvere la situazione è quello di ricaricare il saldo PayPal tramite un bonifico bancario dal tuo conto corrente. Bonifico che puoi eseguire presso qualsiasi filiale della tua banca, avendo cura di rispettare le regole specificate nel sito.

La prima cosa che devi fare è accedere al tuo conto PayPal. Ora che sei entrato dovrai spostare il cursore sulla scritta “ricarica conto”, è una scritta celestina e potrai trovarla leggermente sotto al menù orizzontale presente. In pratica devi guardare subito alla destra di “informazioni generali”. Clicca.

Qui troverai sia le regole per questo trasferimento di fondi, sia un pratico ed utilissimo esempio. Innanzitutto puoi stampare la pagina premendo il tasto “stampa informazioni sul bonifico” che è una scritta in celeste in basso a destra. Come specificato questa operazione potrà richiedere dai 2 ai 3 giorni lavorativi. Ovviamente il servizio è gratuito, fatta eccezione per il costo del bonifico applicato dalla tua banca.

Ora sei pronto a ricopiare i dati del bonifico presenti nell’esempio. Quindi il nome del beneficiario, la banca e l’iban. Oltre, ovviamente, l’importo e i dati del mittente. Ora devi fare attenzione. Per completare l’operazione ti devi ricordare di scrivere nel campo della descrizione o delle note del bonifico il tuo ID che troverai in questa pagina e che serve a PayPal per essere sicuri della tua identità e cosi la ricarica sarà effettuata.

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Come Funziona il Mutuo tra i Privati

Si tratta di un tipo di prestito a cui ricorrere se non si desidera accedere ai soliti sistemi di finanziamento bancari. Anziché utilizzare i consueti canali finanziari, una strada altrettanto valida per ottenere un mutuo o l’aiuto economico che ci occorre potrebbe essere trovata nell’ambito familiare o delle proprie amicizie.

La situazione più tipica è quella della presenza di legami di parentela o di amicizia, fra chi necessita di aiuto economico e chi può offrirne, tali da consentire condizioni migliori rispetto a quelle presenti sul mercato e presso gli istituti bancari. Una seconda ipotesi che fa preferire questo tipo di mutuo è l’impossibilità di usufruire di un credito presso normali istituti bancari a causa di precedenti episodi negativi riguardanti il richiedente, come protesti o fallimenti.
Un punto a favore è di solito la possibilità di ottenere un mutuo a condizioni più convenienti e con tassi di interesse minori rispetto ai costi previsti in banca in casi equivalenti. La migliore delle possibilità potrebbe essere quella di non essere tenuti a pagare alcun interesse, quando il prestito provenga da una persona che lo accordi sulla fiducia e non voglia approfittare della situazione, visti i rapporti di parentela o amicizia.
Principale svantaggio è che questo particolare tipo di mutuo non consente di usufruire delle detrazioni per gli interessi previste al momento della denuncia dei redditi.

Per evitare problemi futuri, sempre possibili, è opportuno preparare una semplice scrittura privata che dovrebbe essere sottoscritta da entrambe le parti. Come estrema forma di sicurezza si potrebbe anche stipulare un atto notarile relativo agli accordi previsti fra le parti, riguardo al mutuo.
Quando esiste il dubbio che il debitore possa non rispettare gli impegni presi, è possibile garantirsi attraverso una “fideiussione”, vale a dire l’impegno di una terza parte a restituire il prestito nel caso che il debitore principale non sia in grado di farlo. Un altro modo per garantirsi è costituito dall’iscrizione di un’ “ipoteca” su un bene del debitore, proprio come generalmente fanno le banche quando concedono un mutuo.

Quando si usufruisce di un mutuo bancario con le normali agevolazioni abbinate alla compravendita per la “prima casa”, l’imposta sostitutiva prevista è dello 0,25%. Anche i contratti di mutuo fra parenti o amici devono essere registrati e questo comporta l’utilizzo di una marca da bollo ogni quattro fogli e il pagamento di una imposta presso l’Ufficio del Registro del 3% sulla cifra prestata.
Inoltre, se fosse prevista una garanzia, bisognerebbe calcolare anche un’ulteriore imposta di registro dello 0,50% e un’imposta ipotecaria del 2%. Se però le persone interessate preferissero inizialmente non registrare il contratto, rischierebbero di dover pagare sia le imposte normalmente previste che un’ulteriore sanzione nel momento che questo loro accordo fosse reso pubblico (ad esempio nel corso di una causa).
Nel caso si percepiscano interessi sul prestito, il loro importo va considerato come “reddito di capitale” e va indicato nella denuncia dei redditi, pagando l’IRPEF ad esso relativa.

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Come Scegliere un Conto Corrente

I tassi di interesse attualmente sono meno allettanti rispetto al passato, ma le banche continuano ad essere considerate il posto più sicuro per riporre i propri risparmi. Tuttavia, è necessario ricordare che le banche sono imprese, e si impegnano per garantire i propri guadagni prima di quelli dei risparmiatori. Pertanto, sono i clienti a dover tutelare i propri interessi, anche nei confronti di quelli delle banche presso le quali hanno aperto un conto.

Valutare costi e interessi
Al momento dell’apertura di un conto corrente, è necessario prestare attenzione ad alcuni fattori. Chiedete l’esatto ammontare degli interessi e delle spese (quelle di tenuta di conto e quelle che vi verranno addebitate per ogni operazione), anche quelle legate a un’eventuale chiusura del conto. Al momento, gli interessi sui risparmi depositati sono molto bassi, perciò è indispensabile contenere le spese.

Confrontare le offerte
Anche se non avete una grossa somma da investire, la banca è comunque tenuta a fornirvi tutte le informazioni e spiegazioni delle quali avete bisogno, possibilmente per iscritto. Se nella vostra città esistono filiali di varie banche, confrontate le offerte di ogni istituto e trattate per ottenere un’offerta ancora più allettante.

Controllate periodicamente gli aggiornamenti contrattuali
Anche nel caso in cui abbiate precedentemente aperto un conto corrente, non vuol dire che non dobbiate chiedere informazioni sulle condizioni applicate, dal momento che queste possono variare nel tempo e con poco preavviso.
Non dimenticate mai di chiedere a quanto ammontano le spese di tenuta conto, quelle dovute per ogni operazione, e quali interessi vengono applicati sui vostri risparmi. Spesso, soprattutto le persone anziane, hanno l’abitudine di mantenere aperti più conti. Nella maggior parte dei casi si tratta i un errore, dal momento che comporta maggiori spese. Verificate anche quali spese la banca addebita in caso vogliate chiudere il conto.

Se possedete uno o più libretti a risparmio, controllate almeno una volta l’anno che gli interessi siano stati regolarmente accreditati e informatevi sull’ammontare della percentuale degli stessi (oggi è particolarmente bassa).

Non investite mai in operazioni con alto rendimento
Se volete investire i vostri risparmi, fate molta attenzione alle diverse proposte. Gli investimenti ad alto rischio non sono consigliabili (è il caso di fondi azionari o azioni), perciò se vi vengono proposti “investimenti ad alto rendimento”, considerate che comportano il rischio di perdere il vostro capitale in parte o interamente. Anche per gli investimenti vale la regola di verificare le spese e farvele mettere per iscritto.

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Come Ottenere il Rimborso per un Pacco non Consegnato dal Corriere

Hai utilizzato i servizi di un corriere per inviare un pacco? Qualcuno ha utilizzato i servizi di un corriere per inviare a te un pacco? Il pacco non è mai giunto a destinazione oppure è stato consegnato ad altra persona? Ecco come fare per farti rimborsare e pagare i danni dal corriere.

Per prima cosa, devi inviare, a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, una comunicazione al corriere, contestandogli la mancata consegna del pacco, sia nel caso che tu sia il mittente che nel caso tu sia il destinatario. Nel caso tu sia il destinatario, devi avere la conferma da parte del mittente dell’avvenuta spedizione del pacco. Come esempio, è possibile utilizzare questo modello di reclamo.

Il corriere, effettuati i controlli e comunque entro 15 giorni, deve darti una risposta in merito alla tua richiesta. In caso di mancata risposta e/o risposta non soddisfacente, puoi citare il corriere a comparire davanti al Giudice di Pace competente per territorio (tieni sempre presente che le cause davanti al Giudice di Pace non sono gratuite, ma devi pagare il contributo unificato in base al valore della causa (oltre ad una marca da bollo di Euro 8,00).

Ricorda sempre che TU sei il consumatore e quindi a sensi di Legge la causa si discute davanti al Giudice di Pace competente per il tuo luogo di residenza. Stilato l’atto di citazione, ricordandoti di indicare: la denominazione esatta del corriere o della persona citata, le tue generalità complete, la data dell’udienza (che stabilisci tu, previo controllo che il Giudice di Pace tenga udienza in quel giorno) e gli avvisi previsti dagli artt. 163 e seguenti del Codice di Procedura Civile.

Devi unire all’atto di citazione tutti gli atti che intendi esibire al Giudice di Pace per far valere le tue ragioni e l’elenco di eventuali testimoni che vuoi siano sentiti dal Giudice. Unisci poi un elenco delle spese e dei danni da te patiti, ricordandoti di citare gli artt. 2043 – 2049 e gli artt. da 1218 a 1228 del vigente Codice Civile Italiano.

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